Cronaca Pralongo del 1/12/2013


Altra domenica passata a Pralongo, ci accoglie una splendida giornata di cielo sereno, il maltempo di sabato non ha avuto conseguenze anzi la neve diminuita.
Si parte in sette, tre da Cerlongo Gabri, Loris e Sergio B gli altri quattro da Mantova: Franco, Nik, Marco e Sergio A. L\'idea di fare due squadre non sembra essere riuscita in pieno: abbiamo perso un sacco si tempo a inseguirci a vicenda pensando che gli altri fossero davanti mentre erano dietro e i cellulari ovviamente non prendevano, la prossima volta vedremo di organizzare le cose in modo diverso.

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Altra domenica passata a Pralongo, ci accoglie una splendida giornata di cielo sereno, il maltempo di sabato non ha avuto conseguenze anzi la neve diminuita.
Si parte in sette, tre da Cerlongo Gabri, Loris e Sergio B gli altri quattro da Mantova: Franco, Nik, Marco e Sergio A. L\'idea di fare due squadre non sembra essere riuscita in pieno: abbiamo perso un sacco si tempo a inseguirci a vicenda pensando che gli altri fossero davanti mentre erano dietro e i cellulari ovviamente non prendevano, la prossima volta vedremo di organizzare le cose in modo diverso.
Immancabile la sosta a Caprino alla pasticceria Zoner dove incontriamo Paolo Sassi in gita con amici sul baldo, dopo verr a trovarci alla grotta, Radunata la comitiva alle Due pozze andiamo alla grotta per impostare il cantiere, scendono per il primo turno Franco, Nik e Loris: asportiamo il detrito lasciato dalla volta scorsa, circa una decina di mastelle, qualche sassone e siamo pronti per scavare nel nuovo. La situazionie si presenta un po delicata: davanti a noi si vede che la cavit continua con roccia pulita dall\'acqua ma prima dobbiamo abbassare il livello della terra e su quella terra, a sinistra, abbiamo un sasso che sembra reggere un massone enorme che fa da soffitto. Con cautela scaviamo una trincea sulla destra, Loris riesce anche a passare dall\'altra parte, ma l\'ambiente troppo angusto per riuscire a scavare comodamente, man mano ci convinciamo che bisogna togliere quel masso. Lo leghiamo al paranco e poi tiriamo ma il masso non si muove, finalmente arriva la pausa pranzo utile anche per riflettere sul da farsi.
Il freddo oggi veramente pungente sia per chi fuori come per chi dentro a scavare, al sole si recupera qualche grado ma all\' ombra insopportabile. Si mangia una fetta di torta, qualche biscotto con il th caldo e poi di nuovo al lavoro. Scendo con trapano e l\' attrezzatura necessaria a eliminare quel masso una volta per tutte, intanto Marco documenta con foto la scena. Risaliamo in superficie, si sente un rotolare di sassi col sospetto che abbia ceduto il soffitto, ma il Nik scende a vedere e comunica che andata bene, il soffitto ha retto. Riparte il cantiere: asportiamo il pietrame e poi si scava il terriccio quando rinveniamo altre ossa ben conservate, si direbbe una vertebra, segno evidente che il tappo di terra asportato cosa recente non pi di qualche secolo e prima il passaggio era libero quanto basta per permettere alle ossa di arrivare fin l. Continuando a scavare e sulla sinistra incontriamo la parete di roccia ben erosa tipica di un meandro, purtroppo il tempo passa e dall\'alto comunicano che bisogna smontare il tutto e rientrare.
Con Sergio B stiamo valutando se sia il caso di puntellare il soffitto con un tubo innocenti per maggior sicurezza ma al di la di questo problema tecnico la situazione mi sembra stia volgendo in modo positivo: all\'inizio si scavava in una bolla di fango senza capire in quale direzione andasse la grotta, ora abbiamo un meandro ben definito parzialmente ostruito dalla terra, c\' ancora da faticare ma quella macchia nera innanzi a noi ci sta dicendo che la via buona qui.
Scendiamo a Prada all\'Edelweiss giusto per scaldarci e poi a casa.
ciao franco


Articolo tratto da: Gruppo Speleologico Mantovano :: GSM - http://www.gruppospeleologicomantovano.it/
URL di riferimento: http://www.gruppospeleologicomantovano.it//index.php?mod=read&id=1386055503